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Terlizzi, il ciclismo piange tre vittime: la Federazione chiama alla responsabilità collettiva

Terlizzi, il ciclismo piange tre vittime: la Federazione chiama alla responsabilità collettiva

La morte di Abruzzese, Mantovani e Porro scuote il mondo del ciclismo. Dagnoni: “Basta stragi, servono rispetto e interventi concreti per la sicurezza stradale”

Un dolore che attraversa il mondo del ciclismo italiano, quello che si è abbattuto all’alba su Terlizzi, dove tre ciclisti della sezione Avis di Andria sono stati travolti e uccisi. Le vittime – Sandro Abruzzese, Vincenzo Mantovani e Antonio Porro – pedalavano insieme, uniti dalla passione per lo sport e dall’impegno nella loro comunità, quando una tragedia improvvisa ha interrotto per sempre le loro strade.

Ci uniamo al cordoglio del Comitato regionale Puglia per la tragedia in cui hanno perso la vita Sandro Abruzzese, Vincenzo Mantovani e Antonio Porro. Esprimiamo vicinanza alle loro famiglie e al gruppo sportivo Ciclo Avis Andria, così duramente colpiti“, ha dichiarato il presidente Dagnoni.

Ma il messaggio del numero uno della Federazione va oltre la commozione. Da mesi, infatti, è stato istituito un gruppo di lavoro sulla sicurezza, che ha elaborato proposte concrete da sottoporre alla politica. “È nostra ferma intenzione presentarle a settembre, alla ripresa dei lavori parlamentari, a tutte le forze politiche nella speranza che possano essere accolte”, ha spiegato Dagnoni, auspicando un fronte comune: “Su questo argomento credo che non ci debbano essere divisioni ideologiche. Serve agire speditamente, sia sul piano legislativo che su quello della formazione, per aumentare quella cultura del rispetto, in strada, che è alla base del vivere civile”.

Un impegno già ribadito in passato, come nel caso della giovane Sara Piffer, e oggi più che mai rilanciato: “La Federazione è consapevole che con la sicurezza sulle strade e in gara si gioca una parte importante del futuro dell’attività sportiva e non intende pertanto continuare ad assistere inerme ad una strage quotidiana”.

Le cifre, purtroppo, parlano chiaro. Con la tragedia di Terlizzi, come ricordato dall’ANSA, salgono a 130 i ciclisti morti dall’inizio dell’anno sulle strade italiane. “Credo che sia arrivato il momento che tutti facciano la propria parte affinché questa strage si fermi”, ha concluso Dagnoni.

In segno di lutto e rispetto, è stato disposto un minuto di silenzio in occasione di tutte le manifestazioni ciclistiche della prossima settimana.

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Gabriele Melis