Il tecnico nerazzurro analizza il pareggio contro il Pineto di Barilari: «Abbiamo concesso pochissimo e dato il massimo. Dobbiamo migliorare nell’ultimo passaggio e nell’attacco all’area di rigore».
Il Latina Calcio 1932 apre il proprio campionato con un pareggio senza reti davanti al pubblico del “Domenico Francioni”. Contro un Pineto compatto e particolarmente attento alla fase difensiva, la formazione allenata da Gennaro Volpe ha gestito a lungo il possesso del pallone senza riuscire a trovare il guizzo decisivo negli ultimi metri.
Al termine dell’incontro, il tecnico nerazzurro ha riconosciuto le difficoltà incontrate dalla squadra, sottolineando però anche gli aspetti positivi della prestazione.
«Penso che la squadra abbia disputato una buona partita e concesso veramente poco al Pineto – ha spiegato Volpe –. Sicuramente non siamo stati brillantissimi, ma il 23 agosto è difficile esserlo. I ragazzi si sono impegnati, hanno corso e sudato la maglia. Ci è mancato qualcosa negli ultimi trenta metri: siamo arrivati più di dieci volte negli ultimi sedici, ma non siamo stati precisi nella finalizzazione e nell’ultimo passaggio».
Il Pineto chiude gli spazi
La disposizione molto prudente della squadra allenata da Barilari ha complicato i piani offensivi del Latina, costretto ad affrontare un avversario raccolto nella propria metà campo.
«Mi aspettavo un Pineto che venisse a giocare un po’ di più – ha ammesso Volpe –. Invece ha badato soprattutto alla concretezza, cercando di chiudere le linee di passaggio. Quando gli spazi si riducono servono grande qualità, velocità e capacità di smarcarsi. Non è stato facile trovare varchi contro un blocco basso, con reparti e linee molto stretti».
Il tecnico pontino ha comunque interpretato l’atteggiamento degli ospiti come un segnale di considerazione nei confronti del Latina: «Il fatto che il Pineto sia venuto qui adottando una strategia così difensiva dimostra che ci ha rispettato. Questo deve darci forza».
Tomaselli protagonista sulla sinistra
Le azioni più pericolose dei nerazzurri sono arrivate soprattutto attraverso la corsia sinistra, dove Tomaselli ha messo in difficoltà la retroguardia abruzzese.
«Abbiamo sviluppato molto sulle catene, soprattutto a sinistra, dove siamo riusciti a sfondare diverse volte. Abbiamo cercato di isolare Tomaselli nell’uno contro uno perché è un giocatore capace di determinare. Ha fatto delle buone cose. Ci sono mancati l’ultimo passaggio e l’attacco all’area di rigore».
Resta il rammarico per la grande occasione capitata a Baez, fermato dal portiere avversario: «Quella di Baez è stata un’opportunità abbastanza clamorosa, ma può succedere. Dobbiamo guardare anche gli aspetti positivi: non abbiamo subito gol e abbiamo conquistato il primo punto in classifica. Il campionato è lunghissimo e non esistono partite facili».
Cioffi deve ritrovare la condizione
Tra le note positive della serata c’è stato l’ingresso di Antonio Cioffi, che nei minuti disputati ha mostrato qualità e capacità di creare superiorità.
«Antonio è un giocatore molto forte per questa categoria e lo abbiamo voluto fortemente – ha sottolineato Volpe –. Crediamo tanto nelle sue possibilità, ma non è ancora al meglio della condizione perché non ha svolto la preparazione. È un calciatore dotato di motore e strappo, quindi dobbiamo metterlo nelle condizioni migliori senza correre rischi. In dieci o quindici minuti ha già fatto vedere quello che può darci».
Parole importanti anche per Baez: «È un giocatore forte, ma deve riuscire a trovare maggiore continuità all’interno della partita. Non è semplice mantenere certi ritmi fino al novantesimo, soprattutto con questo caldo».
La scelta di Sylla
Volpe ha spiegato anche la scelta di mandare in campo Sylla anziché Di Giovannantonio nella ripresa.
«Di Giovannantonio si era allenato soltanto il giorno precedente. Per coerenza e rispetto verso chi ha lavorato sempre con il gruppo, mi è sembrato giusto scegliere Sylla, che era maggiormente pronto dal punto di vista fisico. Da lui mi aspettavo qualcosa in più e glielo dirò. Gli avevo chiesto di attaccare l’area perché, con i suoi 196 centimetri, poteva essere importante sui cross e aiutarci a far salire la squadra. Può sicuramente fare molto meglio».
La situazione Parigi e il mercato
Nel corso della conferenza stampa è stato affrontato anche il tema legato a Parigi, ancora sotto contratto con il Latina ma non utilizzato.
«È una situazione scomoda e ci sta togliendo qualcosa – ha dichiarato Volpe –. Il mercato resterà aperto ancora per alcuni giorni e, in un modo o nell’altro, la vicenda si risolverà. Io sono l’allenatore e il mio compito è valorizzare i giocatori che ho a disposizione. Non voglio mancare di rispetto né alla società né ai calciatori che sono scesi in campo o rimasti fuori per scelta tecnica».
Per quanto riguarda eventuali nuovi innesti, Volpe ha rimandato ogni decisione alla dirigenza: «È una domanda da rivolgere al direttore. Io sono concentrato sui giocatori che ho. Se arriverà qualcuno, lo valuteremo insieme. Qualora Parigi dovesse partire, chiaramente dovrà essere sostituito».
«Con questo arbitraggio bisogna restare in piedi»
Il tecnico nerazzurro non ha cercato alibi nella direzione arbitrale, invitando la squadra ad adeguarsi a un metro di giudizio particolarmente permissivo.
«Non voglio commentare gli arbitri perché sono esseri umani e possono commettere errori, esattamente come gli allenatori e i calciatori. Sia in Coppa Italia sia oggi si è giocato molto all’inglese e si è fischiato poco. Se il metro sarà questo, dovremo adeguarci, rimanere maggiormente in piedi, correre, vincere i duelli e pensare meno all’arbitro. Protestare toglie solamente energie fisiche e mentali».
L’applauso della Curva
A chiudere la conferenza è stato il riferimento all’applauso riservato dalla Curva alla squadra al termine della partita.
«Già nel finale della passata stagione si era creata una bella alchimia tra la squadra e la tifoseria. Dobbiamo continuare ad alimentarla, coltivarla e proteggerla. Avere la Curva e la città dalla nostra parte è fondamentale. Vogliamo essere un tutt’uno con la nostra gente, con i nostri tifosi e con il nostro stadio. Insieme siamo più forti».
Il Latina lascia quindi il “Francioni” con un punto, una porta inviolata e la consapevolezza di dover crescere nella qualità delle giocate offensive. La base, secondo Volpe, è rappresentata dall’impegno e dall’atteggiamento mostrati dalla squadra. Adesso serviranno maggiore lucidità, convinzione e cattiveria per trasformare il lavoro prodotto in occasioni e gol.





