Calcio Editoriale

Baldini risorge, Spalletti esonerato ma in panchina: il calcio italiano in balia dei fantasmi

Baldini risorge, Spalletti esonerato ma in panchina: il calcio italiano in balia dei fantasmi

Il Pescara ha vinto i playoff di Serie C, e non è solo una promozione. È un atto di fede. È la prova che nel calcio italiano può ancora esistere un varco per i puri, per chi ha coraggio, per chi crede che la verità conti più della convenienza. Silvio Baldini ha messo il cuore sopra le regole non scritte, la coscienza sopra i compromessi. E ha vinto.

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Nel frattempo, nella torre d’avorio del calcio che conta, si consuma l’ennesima farsa: Luciano Spalletti è stato esonerato, ma siederà regolarmente in panchina domani sera contro la Moldavia. Un allenatore senza futuro alla guida di una Nazionale senza identità. La logica si è persa tra le righe dei comunicati ufficiali.

Gravina, presidente FIGC, naviga a vista. In silenzio durante il disastro europeo, ora si agita come un comandante che dà ordini alla nave mentre affonda. Spalletti doveva essere sollevato all’indomani dell’Europeo, quando l’Italia è uscita con l’anima vuota e le gambe molli. Invece si è scelto di temporeggiare, di procrastinare, di fingere che tutto fosse recuperabile.

E così ora ci troviamo nel grottesco: un commissario tecnico esonerato che guida la squadra per un match ufficiale. Come se si potesse licenziare un chirurgo a metà operazione, ma affidargli comunque il bisturi “per l’ultima incisione”. È l’emblema di un sistema in tilt.

Baldini, intanto, ha parlato chiaro. Ha puntato il dito non contro i singoli, ma contro l’atmosfera malata. Ha detto che il calcio è in mano ai chiacchieroni, ai procuratori, agli opinionisti da salotto che vendono certezze fasulle come venditori ambulanti di sogni usati. Ha detto che il sistema è marcio perché è abitato da gente che ha smarrito il senso del gioco.

E mentre l’Italia istituzionale inciampa sulle proprie paure, il Pescara vola. Vola senza budget monstre, senza padrini, senza sceneggiature preconfezionate. Solo con il cuore, il sudore e la libertà di chi non deve rendere conto a nessuno, se non alla propria coscienza.

Il calcio italiano è spaccato in due. Da una parte Baldini, che grida contro i venti contrari e li piega con la forza delle idee. Dall’altra, una Federazione senza guida, una Nazionale affidata a un tecnico già fuori dal progetto ma ancora legato da contratti e pastoie.

Si poteva ripartire dopo l’Europeo. Invece si è preferito tenere tutto com’era. E ora si raccoglie il frutto di quell’immobilismo.

Domani sera, sulla panchina azzurra, siederà un fantasma. Ma il calcio vero è altrove. È in chi parla chiaro, in chi lotta, in chi non accetta compromessi. È, oggi, a Pescara. Sul campo. Tra la gente. Dove il calcio, per fortuna, sa ancora battere il cuore.

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Fabio Fanelli

Appassionato di sport e comunicazione, dirigo BrokerSport con l’obiettivo di raccontare il mondo sportivo con professionalità e passione. Grazie a un’esperienza consolidata nel settore e una visione strategica, mi impegno a fornire contenuti di qualità che valorizzano le storie, i protagonisti e i valori dello sport.