“Due giorni a disposizione per prepararmi alla partita sono stati effettivamente pochi, avevo viaggiato, non avevo dormito molto, ma fisicamente comunque stavo bene e mi sentivo pronto per giocare: ho parlato col coach cercando di metabolizzare al meglio quanto detto, il resto è venuto da solo. Onestamente io stesso sono rimasto sorpreso dalla mia prestazione, ma è stato molto bello: un buonissimo inizio”.
Parole di Shikun Peng. Il centrale cinese è stato l’ultimo ad arrivare, ha messo piede in Italia venerdì mattina, poi le visite mediche, nel pomeriggio primo allenamento al PalaSport, sabato mattina il secondo, nella mattinata di domenica la rifinitura, nel pomeriggio la prima di SuperLega: 3-0 a Milano, 12 punti (8 muri), in un’ora e ventisette minuti di partita, giocati ininterrottamente senza mai uscire dal campo.
Un biglietto da visita che parla da solo. “Mi sono confrontato molto con lo staff tecnico dopo il mio arrivo, avevo bisogno di capire i piani di allenamento e le tattiche di gioco dell’allenatore. Penso che sia fondamentale la comunicazione per poter creare la base per vincere, non solo con lo staff ma anche con i compagni di squadra. Più comunichiamo, meglio possiamo capirci e lavorare insieme in campo per il bene della squadra – ha sottolineato il centralone arrivato dall’oriente – Devo dire che ho trovato un ambiente ideale per stare bene, dove mi sono sentito subito a mio agio, tutti sono stati molto accoglienti e cordiali con me. Sempre pronti ad aiutarmi ogni volta che ho avuto bisogno di qualcosa, sempre disponibili nel darmi una risposta ad ogni mia domanda”.
Dodici punti, otto muri, e una tranquillità di gioco che è riuscito a trasmettere a tutto il resto della squadra, a Daniele Morato stesso che non ha avuto dubbi a schierarlo dopo poco più di 72 ore dal suo arrivo a Cisterna. “Sono felice di aver ripagato la fiducia che mi è stata concessa, e molto soddisfatto della prestazione giocata che non mi aspettavo neanche io – ha aggiunto il 26enne – Poi mi ha reso orgoglioso avere davanti a me Simon, è sempre stato il mio idolo, un centrale di una forza devastante, era stato sempre un mio sogno giocare contro di lui: il sogno si è avverato e per giunta abbiamo anche vinto. Meglio di così non avrei potuto iniziare”.
L’impatto con la SuperLega è stato ottimo, ora si guarda avanti, alla prossima gara, a Trento. “L’atmosfera, l’intensità delle partite e il livello della competizione fanno della SuperLega un campionato davvero unico, l’avevo intuito guardando le gare, l’ho capito di persona giocandoci adesso. Il livello è altissimo, e noi dobbiamo essere bravi a continuare la strada iniziata, per farlo sono fondamentali quattro capisaldi: concentrazione, esecuzione, coraggio e fiducia”.





