Non è stato un semplice torneo di calcio. È stato un abbraccio collettivo, un modo per trasformare il dolore in ricordo e l’amicizia in un messaggio destinato a durare nel tempo.
Mercoledì 1° luglio Sabaudia si è stretta ancora una volta attorno alla famiglia di Simone Besco, il ragazzo scomparso un anno fa in un tragico incidente stradale a soli 14 anni. Dopo la toccante fiaccolata del 30 giugno, che ha attraversato le vie della città coinvolgendo amici, parenti e tanti cittadini, il ricordo di Simone è proseguito sul campo da calcio con il triangolare organizzato in sua memoria.
A scendere in campo sono stati soprattutto i suoi amici, quelli con cui aveva condiviso sorrisi, passioni e momenti di spensieratezza. Per tutti loro non era importante il risultato, ma esserci. Per questo motivo il torneo non ha avuto vincitori né vinti: il vero successo è stato vedere tante persone riunite nel nome di Simone.
Ogni passaggio, ogni applauso e ogni abbraccio hanno raccontato qualcosa di più di una semplice partita. Hanno testimoniato quanto il ricordo di Simone sia ancora vivo nella comunità di Sabaudia e quanto l’affetto nei confronti della sua famiglia continui a essere forte e sincero.
Lo sport, ancora una volta, ha dimostrato di saper andare oltre il risultato. Il calcio è diventato il filo conduttore di una giornata ricca di emozioni, capace di unire generazioni diverse nel segno della memoria e della condivisione.
Perché ci sono partite che non si giocano per vincere un trofeo. Si giocano per non dimenticare. E quella disputata a Sabaudia è stata una di quelle. Un pallone, tanti amici e un unico nome nel cuore di tutti: Simone Besco.





