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Terracina Calcio, Di Marco traccia la rotta: “Lavoro, umiltà e senso di appartenenza per costruire il futuro”

Terracina Calcio, Di Marco traccia la rotta: “Lavoro, umiltà e senso di appartenenza per costruire il futuro”

Il direttore sportivo racconta l’impatto con la piazza biancazzurra, il mercato di riparazione, le difficoltà strutturali e il progetto a lungo termine tra prima squadra e settore giovanile

Contattato dalla nostra redazione, Filippo Di Marco, direttore sportivo del Terracina Calcio, ha analizzato il momento che sta vivendo la società da quando ha assunto il nuovo incarico, soffermandosi su presente e futuro del club biancazzurro.

Dopo la separazione con il Formia, Di Marco non si aspettava un ritorno immediato in una piazza così importante:

«Il calcio a volte ti pone davanti a situazioni inaspettate e incontrollabili. Dopo l’addio al Formia ho ricevuto diverse chiamate, ma quando si è fatta avanti una piazza storica come Terracina, non ho esitato un attimo».

Un progetto ambizioso condiviso con il presidente Franco e il vicepresidente Federico Montebugnoli, che ha convinto il dirigente a sposare immediatamente la causa biancazzurra:

«Sono contentissimo di questa nuova esperienza. Qui c’è una base importante su cui costruire».

Squadra forte ma penalizzata dagli infortuni

Di Marco ha evidenziato come il lavoro svolto finora sia stato di alto livello, nonostante le difficoltà:

«La squadra è molto forte, composta da giocatori importanti. Purtroppo stiamo pagando infortuni gravi, che hanno inciso sia sui risultati che a livello numerico».

L’assenza di elementi chiave, su tutti Luciani, ha costretto la società a intervenire:

«È un giocatore difficile da sostituire, ma dobbiamo reagire».

Mercato mirato e rispetto del budget

Sul fronte mercato, il direttore sportivo ha spiegato la strategia adottata:

«Il mister ci ha chiesto di rinforzare la zona centrale e offensiva, sempre nel massimo rispetto del budget».

Da qui l’arrivo di un attaccante duttile e di un centrocampista di esperienza come Perez:

«È un giocatore che non ha bisogno di presentazioni. Veniva da un periodo di inattività, ma può darci tanto».

Di Marco ha sottolineato come il mercato di riparazione sia sempre complesso:

«Bisogna scegliere giocatori adatti al gioco del mister e ai suoi meccanismi tattici. Serve sempre un po’ di tempo per ambientarsi».

Tifoseria e ambiente: “Un valore aggiunto”

Parole di grande apprezzamento per l’ambiente terracinese:

«Ho trovato una società organizzata e una tifoseria bellissima, sempre vicina alla squadra anche nei momenti difficili».

Un aspetto fondamentale, soprattutto per un gruppo giovane:

«Il sostegno dei tifosi è determinante per la crescita dei ragazzi».

Il progetto: settore giovanile e scuola calcio

Lo sguardo di Di Marco è rivolto al futuro:

«Voglio costruire, mettere basi solide per un settore giovanile e una scuola calcio che oggi mancano».

L’obiettivo è creare un bacino di talenti locali:

«Terracina deve avere giocatori del territorio, capaci nel tempo di arrivare in prima squadra. Questo è il cuore di ogni progetto ambizioso».

Strutture e sacrifici: nessun alibi

Non mancano le difficoltà, soprattutto a livello impiantistico:

«Il Colavolpe ha bisogno di manutenzione, le strutture non sono ottimali. Ma non devono essere alibi».

Il messaggio finale alla piazza è chiaro:

«Prometto lavoro, umiltà, senso di appartenenza e sacrificio. Dobbiamo onorare una maglia pesante e dare tutto per questi colori»

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Matteo Viglianti