Nell’ambito del Festival dello Sport di Trento, manifestazione organizzata dalla Gazzetta dello Sport nel capoluogo trentino, sono stati tantissimi gli ospiti sportivi italiani e internazionali che hanno partecipato all’evento raccontando le loro storie, commentando le loro prestazioni e condividendo le proprie emozioni con i tantissimi addetti ai lavori e appassionati presenti.
Oggi vi parliamo dell’incontro nella location del Palazzo della Regione di Trento con Leonardo Fabbri e Zane Weir, medagliati nei recenti Campionati europei di atletica leggera tenutisi a Birmingham nel lancio del peso.
Fabbri, che è nell’elite mondiale della specialità, ha confessato che quest’anno ha raggiunto una nuova consapevolezza riuscendo ad affrontare le gare con meno tensione e più sfrontatezza raggiungendo con costanza misure sopra i 22 metri anche quando le sensazioni non erano perfette. In passato il suo enorme talento veniva a volte offuscato dal peso delle responsabilità portandolo a “soffrire” la gara. Questo nuovo modo di approcciarsi alle manifestazioni lo ha alleggerito e lanciato definitivamente verso uno status di favorito nei grandi eventi. Sotto la guida di Paolo Dal Soglio ha affermato di sentirsi vicino a raggiungere la misura dei 23 metri migliorando anche aspetti tecnici su cui si deve ancora perfezionare come la chiusura del lancio. Ai nostri microfoni ha anche parlato dell’avversario che teme di più in ottica olimpica: “Sicuramente il giamaicano Campbell è quello che in questo momento ha avuto la crescita più costante dovuta anche all’aiuto economico della federazione turca per cui potrebbe gareggiare in futuro e che quest’anno ha raggiunto la misura di 23,08m. Lui è quello che temo di più oltre alla solita pattuglia americana”.
Zane Weir invece da poco gareggia per l’Italia per via delle sue origini dovute al nonno triestino. Ha conosciuto lo staff della federazione italiana durante dei meeting di allenamento in Sudafrica, sua patria natale, e ha deciso che per fare sul serio doveva trasferirsi in Italia. Purtroppo il Covid e qualche infortunio di troppo hanno fermato la sua ascesa che però nel 2026 ha avuto il suo apice nell’argento europeo. Ha affermato però di essere solo all’inizio e di non conoscere appieno i suoi limiti visto che anche in questa stagione qualche intoppo c’è stato oltre alla nascita del suo primo figlio che ha portato qualche positiva “distrazione”.
Entrambi gli alfieri azzurri hanno evidenziato l’aiuto dei gruppi sportivi, Fabbri con l’Aeronautica e Weir con la Guardia di Finanza, senza il sostegno dei quali sarebbe impossibile raggiungere livelli assoluti. Inoltre ci hanno parlato dei loro allenamenti e del loro affiatamento che li porterà a sfidarsi negli appuntamenti clou del 2027 nei Mondiali di Pechino e del 2028 nelle Olimpiadi di Los Angeles, vero obiettivo in ottica futura. “Sarebbe un sogno superare i 23 metri a Los Angeles” chiosa Fabbri mentre Weir lancia la sfida “nel futuro mi vedo tra i top mondiali pronto anche a battere il mio compagno di squadra”.
Foto sito ufficiale Ilfestivaldellosport di Trento
Domenico Catanzariti
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