Il Latina è in finale di Coppa Italia.
E lo fa nel modo che più rappresenta questa squadra: soffrendo, lottando, stringendo i denti fino all’ultimo secondo. Contro il Renate non è stata solo una partita, ma una prova di carattere, di appartenenza, di identità.
A fine gara mister Volpe non ha dubbi: “Fare complimenti a un singolo sarebbe riduttivo. Questa è la vittoria di un gruppo che sta andando oltre ogni ostacolo, mettendo il cuore prima di tutto”. E cuore ce n’è voluto davvero tanto, su un campo pesante, dopo una gara dispendiosa come quella con il Foggia e contro un avversario fisico, strutturato, difficile da affrontare.
Il Latina però non si è mai tirato indietro. Ha sofferto, ha corso, ha lottato su ogni pallone. “Non era facile preparare una partita così – ha spiegato Volpe – ma la squadra ha dimostrato coraggio, fame e una forza mentale straordinaria”.
Una vittoria che parla anche di sacrificio settimanale, di lavoro silenzioso, di fiducia reciproca. “Questo gruppo mi segue, lavora forte e ha una cultura del lavoro incredibile. È per questo che oggi siamo qui”.
Decisivo, ancora una volta, il contributo di tutti. Dai titolari a chi è entrato dalla panchina. “Io alleno tutti – ribadisce il tecnico – chi entra deve sentirsi importante, deve incidere. E oggi lo ha fatto. Come già successo tante volte”. Nel secondo tempo il Latina cambia marcia, alza il baricentro, diventa più verticale, più aggressivo, più pericoloso. E quando lo fa, diventa devastante.
Ma questa finale ha anche un altro protagonista: il pubblico. Lo stadio spinge, soffia sulle spalle della squadra nei momenti più difficili. “Si respirava un’atmosfera diversa – racconta Volpe – il tifo ci ha trascinato. Avere uno stadio pieno può fare la differenza. Questa squadra ha bisogno della sua gente”.
E quando le gambe iniziano a tremare, il Latina risponde con l’anima. Non molla, non arretra, non si nasconde. “La squadra ha vinto col cuore – conclude Volpe – c’era stanchezza, il campo era pesante, ma non abbiamo mollato nulla. E in queste due partite credo che Latina abbia meritato questa finale”.
Il cammino non è finito, lo sa bene il tecnico: “Non abbiamo ancora fatto niente, la strada è lunga”.
Ma per una sera è giusto fermarsi, guardarsi negli occhi e godersi una vittoria che profuma di orgoglio, appartenenza e sogno.
Il Latina è in finale.
E tutta la città, adesso, può crederci davvero.




