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Latina Calcio 1932-Comune, è scontro

Latina Calcio 1932-Comune, è scontro

Duro comunicato del club nerazzurro dopo le dichiarazioni dell’assessore allo Sport Chiarato. Al centro della polemica la gestione del Francioni e del centro sportivo, i bandi per l’affidamento degli impianti e i relativi costi. La società: «La strada legale è già tracciata».

Si alzano nuovamente i toni tra il Latina Calcio 1932 e l’amministrazione comunale sulla questione legata alla gestione degli impianti sportivi. Il club nerazzurro ha diffuso una lunga e dura nota in risposta alle recenti dichiarazioni dell’assessore allo Sport Chiarato, mettendo nel mirino soprattutto le procedure per l’affidamento dello stadio Domenico Francioni e del centro sportivo.

Secondo la posizione espressa dalla società, l’assessore sarebbe rimasto sostanzialmente «spettatore» di quanto sta accadendo, senza fornire risposte ritenute sufficienti sui tempi e sulle modalità seguite dall’amministrazione.

Il nodo dei bandi

Uno dei punti centrali della contestazione riguarda il bando ventennale per la gestione degli impianti. Il Latina sottolinea come siano trascorsi quasi due mesi dalla presentazione delle offerte senza che, secondo quanto riportato nella nota, sia stata ancora nominata la commissione di gara.

Nel frattempo si è resa necessaria un’ulteriore procedura per una concessione temporanea “ponte”, situazione che il club considera la conseguenza dei ritardi accumulati dall’amministrazione.

La società contesta inoltre le modalità seguite per quest’ultima procedura e ricorda come il precedente affidamento temporaneo, partito nel settembre 2025, avesse una durata di sei mesi proprio in previsione della pubblicazione del bando per la gestione di lungo periodo.

«Abbiamo continuato a occuparci degli impianti»

Altro passaggio particolarmente duro riguarda quanto accaduto dopo la scadenza della concessione al Latina Calcio, indicata dalla società nell’11 giugno 2026.

Il club sostiene di aver continuato a farsi carico degli impianti per mantenerli nelle condizioni necessarie allo svolgimento dell’attività sportiva e delle gare ufficiali, pur in assenza di un nuovo concessionario.

Da qui anche l’attacco sulla questione dei nulla osta. Il Latina ritiene che il rilascio formale delle autorizzazioni non sia stato accompagnato da una concreta assunzione degli oneri gestionali da parte dell’amministrazione.

La società sintetizza polemicamente la propria posizione con una battuta: «Il motto dell’amministrazione non è “Nulla Osta”, ma “Nulla ci Costa”».

Scontro anche sui costi del Francioni

Il confronto si sposta poi sul canone previsto dal bando ventennale e sui paragoni effettuati dall’assessore con altri stadi italiani.

Il Latina contesta i dati citati da Chiarato e sostiene che le condizioni previste in altre città sarebbero profondamente differenti rispetto a quelle stabilite per il futuro concessionario degli impianti del capoluogo pontino.

Tra gli esempi riportati dalla società c’è quello dello Zaccheria di Foggia. Secondo la ricostruzione del club, la cifra di 255 mila euro citata dall’assessore rappresentava una base d’asta biennale, successivamente ridotta attraverso il ribasso di gara fino a un canone complessivo di 24 mila euro per due anni.

Il Latina richiama anche il caso del Barbera di Palermo, sottolineando come si tratti, a giudizio della società, di una situazione non paragonabile a quella del Francioni per dimensioni degli investimenti, durata della concessione e intervento economico degli enti pubblici.

Il Latina: oltre un milione per l’agibilità

La società nerazzurra sostiene inoltre di aver sostenuto negli ultimi anni oltre un milione di euro di costi diretti per lavori legati all’agibilità degli impianti, somme che, secondo il club, non sarebbero state riconosciute dall’amministrazione.

Nella nota viene ricordato anche come gli stessi documenti relativi al bando ventennale quantificherebbero in circa 700 mila euro l’anno il costo che il Comune dovrebbe sostenere nel caso di gestione diretta degli impianti.

È proprio su questo fronte che il confronto rischia adesso di spostarsi definitivamente dal piano politico e amministrativo a quello giudiziario.

«La strada legale è già tracciata»

Nel finale del comunicato il Latina Calcio auspica un cambio di passo da parte dell’amministrazione, chiedendo il rispetto delle normative, un atteggiamento collaborativo e l’assunzione diretta delle responsabilità che il club considera di competenza comunale.

Ma arriva anche un avvertimento molto netto.

Qualora ciò non dovesse accadere, la società afferma che «la strada legale è già tracciata», annunciando possibili esposti e iniziative finalizzate anche a ottenere il risarcimento delle somme che ritiene di aver sostenuto nel corso degli anni.

La vicenda relativa al Francioni e agli impianti sportivi del Latina entra dunque in una fase ancora più delicata. Il confronto tra club e Comune, già acceso da tempo, assume ora i contorni di uno scontro frontale che potrebbe avere ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.

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Matteo Viglianti